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Semestrale Eni: cala il dividendo

2 Agosto 2009 - Le difficoltà del primo semestre 2009 non risparmiano neppure l’Eni; la causa è da ricercarsi nella diminuzione dei prezzi petroliferi e nel crollo dei consumi causato dalla recessione internazionale. Pur tuttavia, il crollo degli utili netti del cane a sei zampe risulta meno marcato rispetto ai suoi concorrenti del settore energetico.

Se la discesa del 60% nel secondo trimestre ha fato toccare quota 900 milioni di euro dagli oltre 2,25 miliardi dello stesso periodo 2008, le cifre sono migliori del -63% fatto registrare da Royal Dutch Shell, del -66% di Exxon Mobil e del -71% di Chevron.

Le reazioni del board sono però differenti: il consiglio di amministrazione di Eni ha infatti deliberato una decisa riduzione del dividendo semestrale, che passa da 0,65 euro dello scorso anno ai proposti 0,50 euro di quest’anno.
Piazza Affari ha reagito negativamente a questi dati, chiudendo col segno negativo a -7,7%.

Per l’amministratore del gruppo Eni, Scaroni, le priorità rimangono quelle del mantenimento di un solido rating sul credito, che ha permesso e continuerà a permettere all’Eni di rivolgersi più facilmente al mercato con costi più competitivi.

A tale proposito, infatti, non sono stati ridotti gli investimenti, che, anzi, sono rimasti pressoché identici a quelli dello scorso anno. Scaroni punta inoltre su un recupero della produzione di idrocarburi, sperando di chiudere l’anno con un incremento del 2%, ma anche se dovessero permanere gli stessi fattori negativi che hanno caratterizzato il primo semestre, la crescita nel secondo dovrebbe poter restare nell’ordine dell’1%.

Lo scenario che il gruppo italiano si prepara ad affrontare rimane tuttavia difficile: il prezzo del barile viene infatti stimato in un range compreso tra i 50 ed i 60 dollari al barile per i prossimi tre anni, valori dettati non tanto dal pessimismo circa le prospettive della tanto attesa ripresa economica, quanto dagli enormi livelli raggiunti dalle scorte dei prodotti petroliferi e dalla eccessiva capacità produttiva, che è la diretta conseguenza di quanto la recessione abbia inciso sui consumi.

Ecco perché, secondo Scaroni, il dividendo per il periodo luglio-dicembre molto probabilmente verrà confermato a 0,50 euro, anche se la decisione definitiva sarà presa entro febbraio prossimo, e sarà conseguente all’andamento dei mercati nel secondo semestre del 2009.

Maurizio Zani - XageneFinanza2009


 
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