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La Libia entra in Finmeccanica ?

6 Luglio 2009 - Il sito Dagospia ha riportato giorni orsono la notizia di un possibile interessamento del fondo sovrano Lybian Investment Authority ad entrare nel capitale di Finmeccanica.

Dopo aver via via acquisito prima il 4,6% di Unicredit, poi l’1% dell’Eni e dopo l’interesse manifestato nei mesi scorsi per l’Enel, il braccio finanziario di Tripoli avrebbe ora volto il suo sguardo al gruppo italiano attivo in settori strategici come aerospaziale, trasporti, difesa e sicurezza.

Le voci raccolte dal sito parlano di una quota non lontana dal 10% del capitale e di un investimento dell’ordine dei 600 milioni di euro, ma in una nota diffusa Finmeccanica smentisce categoricamente qualsiasi notizia in merito a presunte trattative con un fondo sovrano libico.

Ma, pur escludendo un negoziato diretto tra il gruppo guidato da Pier Francesco Guarguaglini ed i libici, fonti italiane di governo hanno sottolineato che un ingresso del fondo libico con quote contenute potrebbe essere un ipotesi di accordo percorribile.

Queste parole sembrano offrire un via libera all’accordo anche perché, dopo l’ingresso dei capitali libici in Unicredit, gli uomini di Gheddafi hanno intrapreso la strategia dell’ingresso concordato per gli investimenti in Italia, come ha confermato l’entrata nel capitale dell’Eni a metà ottobre 2008.

Lo statuto di Finmeccanica prevede comunque il coinvolgimento del governo che, tramite il Tesoro, controlla il 30% del capitale; le norme interne danno inoltre al ministro dell’Economia la facoltà di opporsi ai soci che superino il 3% del capitale.

L’interesse libico era stato del resto reso noto nel corso della recente visita in Italia di Gheddafi, a suggello dell’accordo di amicizia e collaborazione tra i due Paesi mediterranei: in quell’occasione il finanziere Tarak Ben Ammar aveva affermato che da quel momento la Libia avrebbe dato la priorità all’Italia per il 90% dei suoi investimenti all’estero.

Maurizio Zani - XageneFinanza2009


 
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